Un progetto artistico interculturale e interdisciplinare che vede protagoniste donne di diverse origini e culture. Indaga la coscienza femminile interiore ricercandone l'essenza più intima, intrappolata nei ruoli e negli spazi che le donne occupano nel corso della loro vita sociale.
La percezione, insita nell'antropologia, secondo cui tutto ciò che appartiene alla nostra tradizione, percepito come reale, è un insieme di problemi sconosciuti, implica un disorientamento, un viaggio, la strategia del "détour" che ci permette di identificare ciò che è veramente nostro attraverso il confronto, sperimentandolo come altro. Il conseguente disorientamento induce una riflessione attiva e un distacco tale da raggiungere una nuova visione di ciò che è anche nostro. In un gioco di domande immediate, a loro sconosciute fino al momento dell'incontro, sorprendendo la mente, cerco la reazione spontanea, libera da influenze e condizionamenti, capace di rivelare – al di là delle parole – la percezione che la donna ha di se stessa.
In un'ottica di “antropologia teatrale”, ho quindi incontrato individualmente ciascuna donna presente nell’opera, essenziale nel quadro generale, e ho poi elaborato questo humus comunicativo attraverso il lavoro dell’attrice-performer, dando vita agli spettacoli “I wait for”, “S-Till” e “InSideOut”.
Indivisibili nella creazione, da un lato c’è la relazione sociale, espressa nelle videointerviste, e dall’altro la creazione artistica attraverso il lavoro dell’attrice-performer e la sua documentazione.
Installazione video © 2009
Museum L' Estruch Sabadell - ES