MA – DONNA Sacro e Profano
nasce dall'esigenza di reinterpretare l'immaginario occidentale attraverso il corpo femminile. Figure provenienti da tradizioni religiose, politiche e culturali vengono estrapolate dalla loro dimensione monumentale e ricondotte alla condizione di corpi vivi, vulnerabili e contemporanei.
Una riflessione sulla fragilità dei simboli occidentali e sul modo in cui il corpo femminile diventa il luogo in cui questi simboli vengono preservati, contestati e trasformati.
Il corpo femminile diventa così lo spazio in cui questi simboli vengono portati, messi in discussione e rimodellati. Queste presenze riflettono le contraddizioni del nostro tempo, aprendo al contemporaneo nuove possibilità di significato.
Le immagini di questa serie si muovono attraverso la storia, raccogliendone il peso simbolico e restituendolo al presente; ogni valore collettivo continua ad esistere solo finché trova un corpo capace di incarnarlo.
Ma – Donna IV | Libertà
Ispirata all'iconografia della Statua della Libertà, quest'opera rivisita uno dei simboli più potenti del mondo occidentale, interrogandosi sul suo significato nel presente. Le stelle si staccano dalla bandiera e fluttuano nello spazio, evocando un'idea di libertà e opportunità che oggi appare sempre più fragile, frammentata e incerta.
La figura femminile non regge una torcia, ma protegge una rara ghiandaia bianca, simbolo di buon auspicio. In un'epoca segnata da profonde tensioni sociali e politiche, l'uccello introduce una possibilità di speranza: la convinzione che anche gli ideali più fragili possono essere salvaguardati.
La libertà non è più un monumento immobile o un valore acquisito. È una condizione che va messa in discussione, protetta e ricostruita ogni giorno.
Ma – Donne III | Il risveglio di Persefone
Ispirata alla Persefone di Dante Gabriel Rossetti, quest'opera ribalta la sensazione di malinconica prigionia che pervade la figura originale. Mentre nel dipinto ottocentesco Persefone è assortita, avvolta in un'intimità malinconica e contemplativa, qui la protagonista si risveglia in una dimensione di consapevolezza e potere. Il suo sguardo diretto e fiero rompe il silenzio e si offre come atto di seduzione e rinascita. Il melograno, simbolo di desiderio e destino, non è più segno di costrizione, ma fonte luminosa di piacere e affermazione femminile. Il mito diventa specchio di una femminilità che riemerge, trasformando il ricordo del mito in un gesto contemporaneo di libertà.
Ma – Donna II | La donna con l'agnello
Quest'opera reinterpreta l'iconografia di Santa Agnese Martire di Furini attraverso una lente contemporanea. La fotografiappone due registri simbolici: l'agnello come emblema di innocenza e protezione, e la donna come figura fragile ma resiliente, sospesa giustamente tra protezione e pericolo.
Ma – Donna I | L'Era trasforma Alcmena
Ispirata alla Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci, quest'opera è nata in risposta a sottili discriminazioni culturali: la tendenza a non riconoscere alle donne – e in particolare alle donne considerate belle – qualità logiche e intellettuali, relegandole invece alla sfera emotiva. L'immagine rielabora il ritratto rinascimentale in chiave contemporanea: la protagonista è raffigurata con un volto volutamente ingrandito, una scelta estetica che diventa un espediente concettuale. Non si tratta di una caricatura, ma di un atto di restituzione: portare alla ribalta la mente femminile, rendendola visibile e inattaccabile. Il volto levigato e gli elementi lussuosi giocano sul paradosso: ciò che normalmente tipico e limita (la bellezza come etichetta) diventa veicolo per mostrare ciò che non si vede: la capacità di ragionare, analizzare e decidere. Un ritratto politico.